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Cambio dell’ora e stanchezza persistente: cosa fare
05 nov 2026

Cambio dell’ora e stanchezza persistente: cosa fare

Il cambio dell’ora per alcune persone può stravolgere il sonno, la concentrazione e i livelli di energia durante la giornata. Ciò accade perché il nostro corpo segue un orologio biologico interno, influenzato principalmente dall'alternanza tra luce e buio, che regola il sonno, la produzione di alcuni ormoni e molte funzioni metaboliche: quando l'orario cambia, questo equilibrio può richiedere qualche giorno per tornare alla normalità. Vediamo alcune strategie pratiche per aiutare il corpo ad adattarsi.

Sfrutta la luce naturale per regolare il ritmo sonno-veglia

La luce è uno dei segnali più efficaci per sincronizzare il nostro orologio biologico, e imparare a sfruttarla al momento giusto può portare a risultati inimmaginabili. Al mattino, soprattutto quando ci si sente ancora un po' assonnati, è utile esporsi alla luce naturale il prima possibile: aprire le finestre, fare colazione vicino a una fonte di luce o dedicare qualche minuto a una passeggiata all'aperto può davvero aiutare. Questa abitudine permette al corpo di riconoscere l'inizio della giornata e aumenta la vigilanza. La sera, invece, è meglio ridurre gradualmente l'intensità della luce e limitare l'uso di schermi luminosi nelle ultime ore, abbassando magari la luminosità dei dispositivi, interrompendo le attività più stimolanti prima di andare a letto. La regolarità è fondamentale: cerca di mantenere orari simili per il risveglio e l'esposizione alla luce per aiutare il corpo a trovare un punto di riferimento stabile.

Riorganizza i pasti per evitare cali di energia

Anche il modo in cui distribuiamo i pasti durante la giornata può influenzare la nostra sensazione di stanchezza. Quando il ritmo sonno-veglia cambia, è facile trovarsi a fare colazione troppo tardi, saltare il pranzo o ricorrere a snack zuccherati per recuperare energia in fretta. Queste abitudini possono causare fluttuazioni nei livelli di glicemia e rendere più evidente il calo di concentrazione nelle ore successive. Per affrontare al meglio questo periodo di transizione, meglio mantenere orari dei pasti abbastanza regolari e scegliere alimenti che forniscano energia in modo graduale. A colazione, ad esempio, si possono abbinare yogurt o latte, cereali integrali e frutta; a pranzo, è utile combinare una fonte di carboidrati, proteine e verdure, evitando porzioni troppo abbondanti che possono aumentare la sonnolenza. Anche gli spuntini possono rivelarsi utili quando gli intervalli tra i pasti si allungano, privilegiando alimenti come frutta fresca o una piccola porzione di frutta secca. Non esiste una dieta specifica per il cambio dell'ora, ma un'alimentazione varia ed equilibrata può aiutare il corpo ad adattarsi ai nuovi ritmi.

Attenzione a caffeina e sonnellini pomeridiani

Quando la stanchezza si fa sentire, è naturale sentirsi tentati di bere più caffè o di concedersi un lungo sonnellino pomeridiano. Tuttavia, queste soluzioni possono rivelarsi controproducenti perché interferiscono con il sonno della notte successiva. La caffeina, infatti, può rimanere nel corpo per diverse ore, rendendo più difficile addormentarsi, soprattutto per chi è particolarmente sensibile. Se si desidera gustare caffè o tè, è meglio farlo nella prima parte della giornata, evitando di assumerli nel tardo pomeriggio per combattere la sonnolenza. Anche il riposino può essere benefico, a patto che sia breve e non troppo vicino all'ora di andare a letto: una pausa di circa dieci o venti minuti nel primo pomeriggio può aiutare a ritrovare un po' di lucidità senza compromettere il riposo notturno. Se invece si dorme a lungo durante il giorno, la sera potrebbe risultare più difficile prendere sonno, creando un circolo vizioso che prolunga la stanchezza per diversi giorni.

Si all’attività fisica

Quando ci si sente un po' giù di tono, il primo impulso è quello di voler ridurre al minimo ogni forma di movimento. Tuttavia, un'attività fisica moderata può davvero fare la differenza, aiutando a migliorare la vigilanza durante il giorno e a favorire un sonno più regolare: anche una semplice passeggiata a passo sostenuto, una pedalata in bicicletta o qualche esercizio di mobilità possono essere sufficienti per rimettere in moto il corpo senza affaticarlo ulteriormente. È importante, però, anche considerare il momento della giornata in cui ci si allena. Se possibile, è meglio dedicarsi all'attività fisica al mattino o nel pomeriggio, poiché allenamenti molto intensi prima di andare a letto, possono non essere l'ideale per chi ha già difficoltà ad addormentarsi. Nei giorni in cui la stanchezza si fa sentire di più, è saggio abbassare l'intensità e ascoltare il proprio corpo, senza forzare il recupero.

Infine, la maggior parte delle persone riesce ad adattarsi al nuovo orario in tempi relativamente brevi. Tuttavia, se la stanchezza persiste per settimane, peggiora o interferisce in modo significativo con il lavoro, lo studio e le normali attività quotidiane, è fondamentale approfondire la questione. Un affaticamento che dura nel tempo può avere molteplici cause, come sonno insufficiente, anemia, problemi alla tiroide, effetti collaterali di alcuni farmaci o disturbi del sonno. In questi casi, parlarne con il medico è la cosa migliore per valutare la situazione e capire se sono necessari ulteriori accertamenti.